Baggu

LE BORSE

Baggu

SHOPPING BAG PIANA / MAXI POCHETTE

Lei, che non perde un’occasione

L’essenziale per ogni momento, dal lavoro alla sera

Dal giapponese baggu, borsa

L’idea più semplice possibile di borsa, una busta piana rettangolare con fori per la presa a mano e una stillosa tracolla da attaccare e staccare quando serve.
La semplicità fa di Baggu la borsa per ogni momento della giornata: abbastanza capiente per portare al lavoro l’agenda, il tablet e persino il computer.
Ma la sera, a un aperitivo o un invito a cena inatteso, si ripiega e diventa una maxi pochette elegante, lineare e minimalista ma vivace.

Perché la vita è delle donne che sanno cogliere tutte le occasioni.

Il modello

Borsa piana rettangolare tipo shopper, con foro per presa a mano.
Ripiegata, diventa una grande pochette.
Baggu presenta due anelli sul retro a cui è possibile applicare l’abbinata tracolla in pelle.  La fodera interna è in stoffa, con tre tasche interne di cui una con cerniera e una portacellulare.
Dimensioni:
Grande 40 x 46 x 11 cm
Piccola 31 x 8 x 37 cm
Pellami: mezza bovina pieno fiore nei seguenti colori: nocciola, bianco, tortora.

La prende spesso una voglia di correre, di bruciare le tappe e mettersi alla prova prima e meglio che può…

Laura è arrivata per la prima volta in città un anno prima, per i colloqui di selezione in quell’agenzia, la più importante della città e probabilmente del paese.
Due mesi dopo, terminato il periodo di prova, è stata assunta e ha potuto finalmente cercare un appartamento tutto per sé.

Le è piaciuta subito quella grande città rumorosa. In qualche modo le assomiglia: piena di vita e di stimoli e di tante passioni diverse e a volte contraddittorie. Ma soprattutto, la città è sempre viva, sempre sveglia, come si sente lei.
Si considera una ragazza di buon senso.

Non è certo una persona imprudente, ma la prende spesso una voglia di correre, di bruciare le tappe e mettersi alla prova prima e meglio che può.

  • Continua a leggere...

    Per questo, forse, non l’ha spaventata lasciare la cittadina in cui è cresciuta e le persone che conosceva fin da piccola, per trasferirsi dove non conosceva nessuno.
    Né la preoccupava il nuovo posto di lavoro: una grande agenzia, in cui non aveva amici e in cui la competizione sarebbe stata forte. Ma sapeva che le amicizie sarebbero arrivate e, per quanto riguardava la competizione, era pronta.
    Laura adora il mondo della pubblicità e quel lavoro che finalmente, dopo anni di studio ed esperienze più e meno istruttive, ora ha iniziato a fare per davvero. Ci si è buttata a capofitto, con l’entusiasmo di chi ha ancora tutto da dimostrare, agli altri e a se stessa.

    Nel giro di pochi mesi, le cose hanno preso forma: Anna, una dei due soci dell’agenzia, l’ha promossa presto da semplice assistente a collaboratrice, se non proprio alla pari, vista la sua giovane età, comunque con voce in capitolo nei progetti che curano.
    Anna le è piaciuta subito, e la cosa è stata reciproca. Soprattutto, Anna ha scoperto con piacere quanto Laura sia priva di quella supponenza che trova troppo spesso nei giovani freschi di master, che passano per l’agenzia per poi andarsene in fretta quando scoprono che in quel lavoro non basta essere dei geni creativi: servono spalle larghe e spirito di adattamento. Doti che a Laura invece non mancano, e l’ha dimostrato anche di recente con quel nuovo grosso potenziale cliente. Una delle principali società del food nazionale, che sta per affidare alla sua agenzia l’intera campagna per l’anno prossimo. Un ingaggio importante: lavorando bene e giocando con intelligenza le proprie carte assicurerebbe lavoro ed entrate sicuri per un pezzo. Per quel progetto, Anna e Laura hanno lavorato per mesi, spesso fino a sera tardi, e le cose finalmente sembrano volgere al meglio. Le proposte creative sono pronte il contratto è pronto da firmare. Quella sera, su richiesta di Antonio Raggi, il direttore marketing, il Consiglio di Amministrazione dell’azienda incontrerà a cena i responsabili dell’agenzia per discutere e le strategie per il prossimo anno. Dal successo della serata dipenderà la firma del contratto.
    Laura, che ha messo anima e corpo in quel progetto, darebbe qualsiasi cosa per esserci, ma è un’occasione troppo importante per una giovane con così poca esperienza.
    Rientrerà a casa e passerà la sera in ansia, aspettando l’indomani per sapere da Anna com’è andata.

    Cinque minuti prima che Laura se ne vada, Anna la chiama nel suo ufficio. Sembra soddisfatta:
    “Stavo rivedendo gli ultimi dettagli del progetto, e devo ammettere che abbiamo fatto un gran lavoro.”
    Laura annuisce, e Anna continua:
    “Ho appena parlato al telefono con Raggi per gli ultimi dettagli per stasera. Mi ha detto che è molto soddisfatto di quel che abbiamo fatto fin qui. C’è ancora da convincere il resto del CdA, e questo è un esame anche per lui – sai che è entrato come direttore marketing da nemmeno un anno – ma mi ha confermato che per quanto lo riguarda la cena di stasera è una pura formalità. E poi – e fa una breve pausa – si è complimentato in particolare di te. Dice che hai fatto un gran lavoro e che, parole sue, una giovane col tuo talento devo tenermela stretta, se no me la porta via.”
    Laura è lusingata, ma non lo dà a vedere. Con Raggi, in effetti, è stata fortunata. Sono andati subito d’accordo, anche se lui è molto più vecchio. Hanno un modo di ragionare molto simile e il progetto è partito subito con il piede giusto. Ma non è stata solo fortuna: sa di essersi fatta in quattro, per quel cliente.
    “E poi ha aggiunto che spera che stasera ci sarai anche tu.”
    Laura non sa più dove guardare, mentre Anna aggiunge, finalmente con un sorriso:
    “Ne ho parlato con Enea, gli ho spiegato quanto hai fatto per il progetto ed è d’accordo anche lui: se vuoi, stasera ti porto con noi. Però, ecco, è una cosa decisa all’ultimo momento. Insomma avresti meno di un’ora per prepararti. Io sto uscendo adesso e vado a prepararmi, ma abito qui vicino: alle otto e mezza dobbiamo essere lì.”
    Laura sorride. Non ha bisogno di pensarci:
    “Sarò pronta in meno di un’ora.”
    “Guarda che è una serata elegante, e non posso rischiare di far aspettare i clienti. Sicura che ce la fai?”
    “Non ti preoccupare. Mi serve solo un passaggio da qui al ristorante.”
    “Perfetto, passo a prenderti io, che abito più vicino, alle otto.”

    Laura rientra di corsa nel suo ufficio, si chiude la porta alle spalle e si ferma solo un istante a riprendere fiato e dominare l’emozione. Poi si guarda attorno e si mette all’opera.
    Telefona a Nicola, uno dei primi amici che ha trovato in città: gestisce con la fidanzata la palestra nel palazzo, due piani sotto l’agenzia.
    “Ciao Nic, sono Laura. Sì, tutto bene, ma mi devi salvare la vita. Anzi, la carriera: ho la cena più importante dell’anno e solo mezz’ora per rendermi presentabile. Mi serve una delle tue docce, e se puoi chiedere a Paola di prestarmi la sua trousse da bagno. Perfetto, sei un amore. Ci vediamo fra dieci minuti.”
    Laura aggancia, si gira verso lo schedario alle sue spalle e dal cassetto in basso estrae una sacca di tela piegata con cura, da cui escono un vestitino nero, scarpe col tacco, un ciondolo, bracciale e orecchini coordinati.
    Apre la borsa, toglie il computer e la svuota in un cassetto, lasciandovi solo qualche trucco, il telefono e poco altro. Poi la ripiega e se la mette sotto braccio come una pochette.

    Alle otto, quando Anna passa a prenderla davanti all’ingresso, è vestita e truccata, impeccabile. Anna abbassa il finestrino, vedendola arrivare.
    “Laura, sei bellissima. Non pensavo che ce l’avresti fatta.”
    “Bisogna sempre essere pronte a tutto” risponde Laura con un sorriso smagliante.
    Sale in macchina. È eccitata: stasera è la sera giusta. E lei, che non perde un’occasione, è pronta.

Amo quel che il tempo ci porta, non quello che ci prende.

J’aime que le temps nous porte, et non qu’il nous entraîne.
Marguerite Yourcenar