Le borse sono oggetti speciali, autentiche estensioni della personalità di una donna.
Sono punti luce sulla nostra identità.
Sono antidoti alle insicurezze.
Condizionano le nostre giornate, il nostro passo, la nostra presa sulla vita. 

Per questo Éche non è solo alta manifattura, ma è savoir-faire empatico.

Passione. Tenacia. Lavoro. Un pizzico di follia.

Ci poniamo mille domande sulle donne di oggi prima di realizzare un nuovo accessorio in collezione, e solo quando abbiamo trovato tutte le risposte in una singola borsa, allora la eleggiamo a diventare Éche. La donna Éche è elegante e spontanea.

Osa, si diverte, sa cosa vuole e come ottenerlo.
Avventurosa e femminile.

ad arte

Non troverete qui l’immagine di una mano rugosa al lavoro su delle impunture. Lasciamo gli stereotipi sull’artigianalità a chi non vede quanto meravigliosa e dinamica sia la realtà del “mestiere”, quello che nuove generazioni di artisti hanno appreso dalle tradizioni e poi rivitalizzato.

Tanto studio e tante prove prima di realizzare una borsa.

Le nostre borse nascono tutte da splendidi errori. Proviamo, testiamo, rovesciamo logiche comuni e sperimentiamo, scaviamo nella storia dell’artigianato, andiamo alla scoperta di sorprendenti soluzioni inedite. Lavorano con noi le eccellenze della Riviera del Brenta e della Toscana, cuori della pelletteria italiana. Persone e mani sapienti: non potremmo mai rinunciare a questo dna fortunato nel quale Éche ha preso vita.
Oggi sappiamo guardare anche lontano, ma mai oltre i confini del Made in Italy.

materia

Ci sono cose destinate a durare in eterno, come certi amori. Ma bisogna avere scorza per resistere al tempo. Ecco, le nostre borse hanno l’ambizione di essere per sempre.
Sembra poca cosa in confronto all’amore, ma non va sottovalutato il potere emotivo di un oggetto che ci accompagna per tutta la vita, senza mai tradire. Da questo presupposto nasce la ricerca di Éche dei migliori pellami.
Non usiamo artifici, e nemmeno rinunciamo a vedere i segni del tempo nelle morbide mezze pelli bovine o nel primo fiore: nei decenni saranno come le rughe d’espressione, una traccia del nostro vissuto.

Oggi viviamo un sovraccarico di immagini di moda, trascurando gli altri sensi: non entriamo più nei negozi a toccare con mano, non sentiamo gli odori che hanno le cose. Il nostro lavoro sui pellami è invece fortemente sensoriale e non ci accontentiamo della loro vistosa bellezza, ma curiamo le sensazioni che restituiscono quando le si accarezza e il profumo che conservano

due teste

Due amici che hanno usato l’affetto e la stima per immaginare insieme qualcosa che tutti possano stringere tra le mani.

Sara (raccontata da Walter)

«Uno degli aspetti che sento di avere in comune con Sara è la sensibilità per ciò che riteniamo ‘bello’: forme, colori, luoghi, comportamenti e dettagli. Tra i maggiori pregi che ho trovato in lei, c’è la capacità – direi talento – nel saper (e voler) gestire sfumature e particolari, anche i più sottili, in ogni questione, aggiungendo la sua spiccata umanità all’intuizione creativa. Unisce alla scelta dell’accessorio più adatto il suo sorriso terapeutico e a un nuovo modello in fase di progettazione la parola giusta che le viene dal cuore. Siamo vicini nell’idea del come fare impresa: puntare al “gioco di squadra” affiancati da professionisti con cui confrontarci, senza mai perdere la volontà di immergerci e presiedere con la nostra passione ogni fase del processo creativo. Da bravo avvocato (che non riesce a smettere di essere) analizza il mondo intorno a sé, cercando e trovando soluzioni funzionali. Ma l’attenzione, la diligenza, la passione che usa nel suo lavoro sono i gemelli di quelli che vive, da mamma, nell’amorevole crescita di sua figlia. L’amicizia, la fiducia, il senso di responsabilità e l’instancabile perseveranza che ho trovato in lei sono il mio prezioso propellente, soprattutto quando il percorso nel nostro sogno di impresa sembra più difficile».

Walter (raccontato da Sara)

«Se ogni riccio è un capriccio, Walter è l’eccezione che conferma la regola. Serio, posato, rispettoso, puntuale, l’Aplomb per eccellenza (con la maiuscola che merita). Uno “straniero” arrivato nella mia Treviso da Udine per svolgere il suo lavoro di consulente finanziario. A prima vista un uomo molto riservato, un po’ schivo, di poche parole. Ma, una volta conosciuto meglio, una persona solare, divertente, con un grande cuore. È diventato mio amico per caso, ma il suo destino non poteva che bussare alla mia porta. Simili in tante scelte di vita: stessa educazione, stesso sentire, gusti e interessi affini, identica sensibilità per il bello e stessa onestà d’animo. “Essere gentili non costa nulla” mi ripete spesso. Ed, infatti, la sua cortesia, i suoi modi garbati, la sua innata galanteria lo contraddistinguono. Walter è il mio antidoto contro l’ansia: io impulsiva, emotiva, istintiva. Lui riflessivo, con una capacità innata di ponderare e misurare. Amante del design, assettato di storie imprenditoriali di successo, esperto di musica elettronica, appassionato di sci. Il suo motto? Perseverare, perché mantenersi fermi e costanti in qualsiasi cosa può fare la differenza».

Sara e Walter Eche

In comune hanno la capacità di vedere nella moda uno strumento straordinario di evoluzione e rivoluzione. Perché per loro fare moda significa mettersi a servizio della propria creatività, dandole vita e materia, e contemporaneamente significa mettersi a servizio degli altri. Sara e Walter sono in piedi nella bottega di un artigiano in Riviera del Brenta, s’incantano a osservare le pelli e gli strumenti di lavoro, l’odore è distintivo, c’è tutta la tradizione locale in quella stanza. È in questa realtà che capiscono che si può fare. Che si può fare bene e che si può fare di più, che si può dare un senso a tutto il loro disquisire di moda, alle conoscenze che hanno acquisito sgranando gli occhi, toccando con mano e studiando il settore da sempre. Capiscono che insieme possono cambiare il verso delle loro vite e diventare Éche.
Perché anche le vite pienamente soddisfacenti, com’erano quelle di Sara e Walter, hanno bisogno di rivoluzioni. Questa è l’umana natura, ed è anche la natura di Éche.

La storia di Eche

lab Éche

Qualcosa di noi. Qualcosa con noi. Unicamente per voi.
Un modo per raccontare e raccontarci attraverso foto, video, musica e pensieri.
Momenti che vogliamo condividere. Emozioni. Visioni. Sensazioni.
Conosceteci.

Le borse sono oggetti speciali, autentiche estensioni della personalità di una donna.
Sono punti luce sulla nostra identità. 
Sono antidoti alle insicurezze.
Condizionano le nostre giornate, il nostro passo, la nostra presa sulla vita. 

Per questo Éche non è solo alta manifattura, ma è savoir-faire empatico.

Passione. Tenacia. Lavoro. Un pizzico di follia.

Ci poniamo mille domande sulle donne di oggi prima di realizzare un nuovo accessorio in collezione, e solo quando abbiamo trovato tutte le risposte in una singola borsa, allora la eleggiamo a diventare Éche. La donna Éche è elegante e spontanea.

Osa, si diverte, sa cosa vuole e come ottenerlo.
Avventurosa e femminile.

ad arte

Non troverete qui l’immagine di una mano rugosa al lavoro su delle impunture. Lasciamo gli stereotipi sull’artigianalità a chi non vede quanto meravigliosa e dinamica sia la realtà del “mestiere”, quello che nuove generazioni di artisti hanno appreso dalle tradizioni e poi rivitalizzato.

Tanto studio e tante prove prima di realizzare una borsa.

Le nostre borse nascono tutte da splendidi errori. Proviamo, testiamo, rovesciamo logiche comuni e sperimentiamo, scaviamo nella storia dell’artigianato, andiamo alla scoperta di sorprendenti soluzioni inedite. Lavorano con noi le eccellenze della Riviera del Brenta e della Toscana, cuori della pelletteria italiana. Persone e mani sapienti: non potremmo mai rinunciare a questo dna fortunato nel quale Éche ha preso vita.
Oggi sappiamo guardare anche lontano, ma mai oltre i confini del Made in Italy.

materia

Ci sono cose destinate a durare in eterno, come certi amori. Ma bisogna avere scorza per resistere al tempo. Ecco, le nostre borse hanno l’ambizione di essere per sempre.
Sembra poca cosa in confronto all’amore, ma non va sottovalutato il potere emotivo di un oggetto che ci accompagna per tutta la vita, senza mai tradire. Da questo presupposto nasce la ricerca di Éche dei migliori pellami.
Non usiamo artifici, e nemmeno rinunciamo a vedere i segni del tempo nelle morbide mezze pelli bovine o nel primo fiore: nei decenni saranno come le rughe d’espressione, una traccia del nostro vissuto.

Oggi viviamo un sovraccarico di immagini di moda, trascurando gli altri sensi: non entriamo più nei negozi a toccare con mano, non sentiamo gli odori che hanno le cose. Il nostro lavoro sui pellami è invece fortemente sensoriale e non ci accontentiamo della loro vistosa bellezza, ma curiamo le sensazioni che restituiscono quando le si accarezza e il profumo che conservano

due teste

Due amici che hanno usato l’affetto e la stima per immaginare insieme qualcosa che tutti possano stringere tra le mani.

Sara (raccontata da Walter)

«Uno degli aspetti che sento di avere in comune con Sara è la sensibilità per ciò che riteniamo ‘bello’: forme, colori, luoghi, comportamenti e dettagli. Tra i maggiori pregi che ho trovato in lei, c’è la capacità – direi talento – nel saper (e voler) gestire sfumature e particolari, anche i più sottili, in ogni questione, aggiungendo la sua spiccata umanità all’intuizione creativa. Unisce alla scelta dell’accessorio più adatto il suo sorriso terapeutico e a un nuovo modello in fase di progettazione la parola giusta che le viene dal cuore. Siamo vicini nell’idea del come fare impresa: puntare al “gioco di squadra” affiancati da professionisti con cui confrontarci, senza mai perdere la volontà di immergerci e presiedere con la nostra passione ogni fase del processo creativo. Da bravo avvocato (che non riesce a smettere di essere) analizza il mondo intorno a sé, cercando e trovando soluzioni funzionali. Ma l’attenzione, la diligenza, la passione che usa nel suo lavoro sono i gemelli di quelli che vive, da mamma, nell’amorevole crescita di sua figlia. L’amicizia, la fiducia, il senso di responsabilità e l’instancabile perseveranza che ho trovato in lei sono il mio prezioso propellente, soprattutto quando il percorso nel nostro sogno di impresa sembra più difficile».

Walter (raccontato da Sara)

«Se ogni riccio è un capriccio, Walter è l’eccezione che conferma la regola. Serio, posato, rispettoso, puntuale, l’Aplomb per eccellenza (con la maiuscola che merita). Uno “straniero” arrivato nella mia Treviso da Udine per svolgere il suo lavoro di consulente finanziario. A prima vista un uomo molto riservato, un po’ schivo, di poche parole. Ma, una volta conosciuto meglio, una persona solare, divertente, con un grande cuore. È diventato mio amico per caso, ma il suo destino non poteva che bussare alla mia porta. Simili in tante scelte di vita: stessa educazione, stesso sentire, gusti e interessi affini, identica sensibilità per il bello e stessa onestà d’animo. “Essere gentili non costa nulla” mi ripete spesso. Ed, infatti, la sua cortesia, i suoi modi garbati, la sua innata galanteria lo contraddistinguono. Walter è il mio antidoto contro l’ansia: io impulsiva, emotiva, istintiva. Lui riflessivo, con una capacità innata di ponderare e misurare. Amante del design, assettato di storie imprenditoriali di successo, esperto di musica elettronica, appassionato di sci. Il suo motto? Perseverare, perché mantenersi fermi e costanti in qualsiasi cosa può fare la differenza».

Sara e Walter Eche

In comune hanno la capacità di vedere nella moda uno strumento straordinario di evoluzione e rivoluzione. Perché per loro fare moda significa mettersi a servizio della propria creatività, dandole vita e materia, e contemporaneamente significa mettersi a servizio degli altri. Sara e Walter sono in piedi nella bottega di un artigiano in Riviera del Brenta, s’incantano a osservare le pelli e gli strumenti di lavoro, l’odore è distintivo, c’è tutta la tradizione locale in quella stanza. È in questa realtà che capiscono che si può fare. Che si può fare bene e che si può fare di più, che si può dare un senso a tutto il loro disquisire di moda, alle conoscenze che hanno acquisito sgranando gli occhi, toccando con mano e studiando il settore da sempre. Capiscono che insieme possono cambiare il verso delle loro vite e diventare Éche.
Perché anche le vite pienamente soddisfacenti, com’erano quelle di Sara e Walter, hanno bisogno di rivoluzioni. Questa è l’umana natura, ed è anche la natura di Éche.

lab Éche

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